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Workshop
SINDROME DEL GEMELLO SCOMPARSO
Psicogenealogia Junghiana®

Workshop aperto a tutti, parte della Scuola per Operatore in Psicogenealogia Junghiana e Costellazioni Psicogenealogiche®.

OBIETTIVO DEL WORKSHOP
Una giornata dedicata ad un intenso lavoro esperienziale su di sé e la propria famiglia d’origine, attraverso lo studio della Sindrome del Gemello Scomparso in utero e lo scambio di gruppo sotto la conduzione di Maura Saita Ravizza.

PER CHI?
Il Workshop, parte della Scuola in Psicogenealogia Junghiana, è aperto a tutti e rivolto sia a chi è interessato ad effettuare un lavoro su di sé e la propria famiglia di origine, sia a chi è interessato per scopi professionali.

CONTENUTI DEL CORSO

I gemelli evanescenti o gemelli morti in utero, sono un fenomeno di cui si è parlato in modo sistematico al 3° Congresso Internazionale di Gemellogia che si è svolto a Gerusalemme nel 1980. Secondo il dott. Blockage il fenomeno dei gemelli evanescenti è un fatto fisiologico della razza umana.

La morte del co-gemello sarebbe vissuta come una minaccia dal sopravvissuto e questo trauma può avere delle ripercussioni importanti.

La morte più tardiva di un co-gemello in alcune situazioni, può seriamente danneggiare il gemello superstite a causa di problemi vascolari tra la circolazione fetale nella placenta.

Alfred e Bettina Austermann, psicoterapeuti e costellatori tedeschi, nel loro libro “La sindrome del gemello scomparso” – Amrita Editore, parlano della frequenza di questo fenomeno e riportano dei dati importanti:

  • Una persona su dieci circa ha avuto un gemello
  • 1% delle nascite sono gemellari
  • 9% dei gemelli muore

Jean-Guy Sartrenear, ginecologo belga specialista in medicina prenatale ha fatto una ricerca con apparecchi ecografici modernissimi in 3D identificando gli embrioni tre settimane dopo la fecondazione. Secondo questo studio la grande parte dei gemelli muore entro i primi tre mesi.

Malgrado questi sofisticati macchinari qualche embrione di gemello sfugge all’ecografia.

Il o i gemelli morti sono:

  • Riassorbiti dalla placenta
  • Integrati nel sopravvissuto
  • Dissecati ed espulsi con la loro placenta prima (sanguinamenti della madre) o durante il parto

Gravidanze gemellari:

  • Fattori genetici : ereditarietà- presenza di parti gemellari in varie generazioni
  • L’origine dei genitori: fattore etnico, secondo le statistiche in Nigeria 1 parto su 25 è gemellare, negli Stati uniti tra i bianchi 1 su 88 e in Asia 1 su 400
  • Età della madre: gli studi hanno evidenziato che le donne di 35 anni e più hanno quattro volte più di possibilità di avere dei gemelli, ma anche donne che si sposano molto giovani possono avere ovulazioni multiple che danno origine a gemelli dizigotici
  • Alimentazione: alcuni alimenti come lo Jam in Africa contengono sostanze ormonali che favoriscono le gravidanze gemellari. La tribù yoruba della Nigeria detiene il primato mondiale delle nascite gemellari: uno yoruba su undici ha un gemello, molto di più delle altre tribù della regione. Questa elevata frequenza potrebbe essere in parte spiegata dalla dieta. La tribù si nutre di una varietà di vegetali contenente quantità elevate di estrogeni che fanno aumentare l’ormone che può accelerare il ritmo dell’ovulazione. Quando gli yoruba si inurbano la frequenza delle gravidanze gemellari diminuisce, presumibilmente a causa del cambiamento di dieta. In ogni caso, per ragioni che si ignorano, vi è correlazione fra le alte frequenze di nascite gemellari e lavoro agricolo.
  • Altri fattori : pillola, cure contro la sterilità, esposizione ad alcune sostanze. Dal 1970 c’è stato un incremento dei parti gemellari del 50%, dovuti oltre che alla pillola e alle cure contro la sterilità anche all’aumento dell’età, più di 35 anni, delle madri che lavorano.
  • Esposizione ad alcune sostanze: attualmente si conosce l’influenza dell’inquinamento e degli inceneritori.

Gli embrioni hanno una memoria? Esiste una sensibilità pre-natale?
Fino agli anni 50 si pensava che la psiche dei bambini si formasse solo dopo la nascita.
Psicologi e ricercatori come Elisabeth Noble, Stanislav Grof, Claude Imbert hanno ipotizzato che esista una memoria del feto a partire dal concepimento. Diverse ricerche hanno dimostrato che il feto prova delle emozioni (stress misurato all’introduzione dell’ago dell’amniocentesi – il feto si allontana e s’immobilizza come in stato di choc).
Claude Imbert, dottoressa francese specialista in psicologia pre-natale, nel suo libro “L’avvenire si decide prima della nascita” dimostra che molti problemi psicologici, affettivi e somatici hanno origine nella vita pre-natale.
Uno dei problemi più importanti che può incontrare un feto è quello della perdita di un gemello. Secondo i suoi studi la grande parte dei gemelli muore nelle prime tre settimane.

L’orecchio è il primo organo che si sviluppa (prima della 6° settimana); l’embrione sente il gemello attraverso la circolazione del sangue.
La madre può anche non rendersi conto che un embrione è morto ma il suo gemello, diviso solo da una sottilissima membrana, se ne accorge.

Degli studi (Beretta, Bonghi, Testa, 2003) hanno dimostrato che fin dagli stadi più precoci della vita intrauterina, i gemelli mostrano specifici comportamenti di coppia che si confermano nella vita post-natale.
La comunicazione tra gemelli inizia a livello fetale con reciproche sollecitazioni e risposte che proseguono per il resto della vita. I gemelli sono in continua interazione tra di loro e si condizionano sia a livello psichico che fisico. Si parla di complementarietà marcata, di legami simbiotici e di fusione d’identità (Brustria Rollé, Pogliano, De Pascale, 2007).

Secondo il Dott. William Emerson, dell’Istituto della salute mentale degli Stati Uniti, la memoria prenatale è la più influente e formativa specialmente nel primo trimestre intrauterino. Tutte le esperienze del nostro ciclo vitale a partire dalla nostra prima cellula sono conservate dentro di noi.
Secondo lui le persone che hanno perso un gemello in utero manifestano dinamiche comuni:

  • senso di perdita: disperazione e rabbia non espressi;
  • sentimento di paura di subire un’altra perdita, cronico e immotivato, accompagnato da grande insicurezza (timidezza)
  • la paura della perdita spinge la persona a prendere le distanze dagli altri o, al contrario, a creare legami simbiotici e di dipendenza, incapacità di creare legami autonomi
  • attitudine di sottomissione frustrante -se non mi sottometto e non faccio quello che gli altri si aspettano da me morirò – che può provocare ostilità e aggressività perché occupandosi dei bisogni dell’altro si negano i propri.
  • comportamenti sadici e masochistici: il trauma della perdita del gemello e della quasi-morte vissuta si può trasformare in un bisogno di fare del male ad altri (violenza criminale) o a se stessi (comportamenti autolesionistici).
Maura Rita Ravizza

Maura Rita Ravizza

Direttrice Didattica

Scuola di Psicogenealogia Junghiana e Costellazioni Psicogenealogiche®

Maura Saita Ravizza è Psichothérapeute certificata presso l’Institut Européen de Psychologie Appliquée di Saint Laurent du Var (Nizza-Francia).
Formazione in Psicogenealogia a Nizza presso Cathy Damiano, allieva di Anne Ancelin Schützenberger.
Ha seguito una formazione in costellazioni familiari con Farida Bennet (Francia) e ulteriori approfondimenti con Bert Ulsamer e  Ur sula Franke.
Facilitatore in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari secondo il metodo simboloimmaginale, certificazione riconosciuta da AISCOM, associazione italo-svizzera di Counseling.
Psico-analista clinica, certificata Iepa, Francia, ha seguito il corso intensivo di counseling strategico in azione, presso lo Strategic  Therapy Center di Giorgio Nardone.
Autrice del libro Jung, Psicogenealogia e Costellazioni familiari Ed. Psiche2, alla sua 2° edizione e Psicogenealogia e segreti di famiglia Ed. Mursia.
E’ Trainer SIAF e Responsabile Didattico della Scuola per Operatore in Psicogenealogia Junghiana e Costellazioni Psicogenealogiche di Durga.

PREZZO DEL CORSO

 

Quota di partecipazione al Workshop
Euro 140,00

ATTESTATI E RICONOSCIMENTI

Il Workshop è in attesa di riconoscimento per il rilascio degli ECP.
Gli ECP vanno richiesti all’iscrizione e sono rilasciati al superamento del test finale, con almeno l’80% delle risposte corrette.
Volendo è anche possibile richiedere un Attestato di Partecipazione (senza ECP)

Durga ha scelto di accreditarsi SIAF, il circuito per l’accreditamento di
Counselors e Operatori Olistici più importante e qualificante in Italia.

AMMISSIONE
E’ necessaria l’adesione all’Associazione Culturale Oasi, gratuita ma obbligatoria da fare online QUI

PREREQUISITI
Non vi sono prerequisiti.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE ESENTE IVA / FATTURA CON IVA
La quota di partecipazione va intesa come contributo associativo a fronte di Ricevuta esente IVA; chi avesse necessità di Fattura, può averla, considerando che alla quota andrà aggiunta l’IVA del 22%.

LEZIONI PERSE
In caso di assenza è possibile attendere l’edizione successiva del corso in modo da poter frequentare gratuitamente la lezione persa.

ISCRIZIONI
Per iscriversi al corso è necessario saldare l’intera quota dovuta.

Il pagamento della quota di partecipazione va effettuato all’iscrizione, tassativamente entro le date indicate, a mezzo:

  • bonifico bancario sul conto corrente presso Unicredit intestato all’Associazione Culturale OASI IBAN IT 46 Y 02008 30414 000003027343 (ATTENZIONE: bonifici con beneficiario Durga o Topos o altro saranno respinti dalla banca),

  • di persona a TOPOS in Via Pinelli 23, Torino, dal lunedì al venerdì dalle 17,00 alle 19,00, oppure in altri momenti su appuntamento al 335/7513020, tramite pagamento:

✓ in contanti,
✓ POS (solo Bancomat, no carte di credito),
✓ assegno bancario.

Le iscrizioni si chiudono all’eventuale raggiungimento del numero limite di partecipanti. Il posto sarà tenuto occupato solo in presenza del saldo.

ABBIGLIAMENTO
Non è richiesto un abbigliamento particolare.

INFORMAZIONI PRATICHE/CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE
L’attività di formazione di Durga è erogata dall’Associazione Culturale Oasi che organizza attività didattiche rivolte agli associati: frequentare la Formazione Professionale di DURGA prevede necessariamente l’adesione all’Associazione Culturale Oasi. L’iscrizione e il tesseramento sono gratuiti.
La tessera di adesione è gratuita, senza scadenza ed include una copertura assicurativa per danni di Responsabilità Civile causati ai soci da negligenze della struttura o del personale (ma non per infortuni generici).
Il corso sarà avviato solo al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Numero minimo di iscritti per l’avvio del corso: 7. Numero massimo di partecipanti: 20.
N.B. La quota di partecipazione versata non potrà essere restituita nemmeno parzialmente e per nessun motivo.
Solo in caso di gravi e documentati motivi di salute che obblighino l’iscritto all’interruzione del corso, sarà possibile riaccedere al corso successivamente, senza oneri e nella misura di quanto non usufruito.
In caso di eventuale non attivazione del corso, la quota versata sarà restituita per intero.
Con l’iscrizione al corso e l’adesione all’Associazione Culturale Oasi, si accettano implicitamente tutte le regole qui elencate.